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COMITATO NO TUNNEL
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DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI TUNNEL
COS'E' IL TUNNEL
Il tunnel rientra in un progetto di canalizzazione ferroviaria sviluppato da imprenditori privati, che da Voltri dovrebbe smistare nell'Oltregiogo, in una zona ancora non definita tra Ovada, Novi e Tortona, il traffico e lo stoccaggio dei containers.
Per essere chiari, una linea ferroviaria nuova di zecca, su tre binari, completamente automatizzata, finalizzata al solo trasporto merci, che bucherebbe per venti chilometri l'Appennino, sbucherebbe nell'alta valle del Piota, in quel di Lerma, e proseguirebbe poi a cielo aperto sino alla piattaforma di destinazione (un'area di oltre 1000 ettari).
Su questa linea è ipotizzato un traffico di mille convogli giornalieri, uno ogni minuto, trasportanti containers. (I dati sono direttamente estratti dallo studio di pre-fattibilità prodotto dalla SiTI).
Tutto questo ci porta intanto a chiarire:
COSA NON E' IL TUNNEL
- Non è una struttura al servizio dei cittadini, ma un'opera al servizio di interessi privati.
- Non si inserisce nella rete ferroviaria tradizionale, quindi non è funzionale né al normale traffico delle merci su rotaia né tantomeno a quello passeggeri. Per essere chiari, non si andrà in mezz'ora dalla Cirimilla a fare shopping in via XX Settembre.
- Non è un'opera a "modesto impatto ambientale" (come recita il progetto). E' invece un enorme buco nero che inghiotte e vomita a getto continuo, per trecentosessantacinque giorni l'anno, convogli al ritmo di uno al minuto. Dal buco esce poi una linea a tre binari che sfigura e snatura come un'orrenda cicatrice le valli de Piota e dell'Orba. Inoltre, un'opera del genere non può che dissestare completamente un sistema idrogeologico dal quale dipendono tutti gli acquedotti della zona, e che risulta già oggi gravemente compromesso dai prelievi selvaggi.
- Non rappresenta una reale alternativa al trasporto su gomma, e quindi non va ad alleggerire strade e autostrade. Anzi. E' pensato infatti in funzione e come condizione per un aumento esponenziale del traffico merci: e una volta arrivato alle piattaforme logistiche questo traffico verrebbe smaltito per la gran parte su gomma, moltiplicando l'intasamento stradale.
- Non crea assolutamente, per la nostra zona, opportunità di occupazione. Al contrario: un'area devastata da un'opera del genere non offrirebbe più alcuna possibilità di sviluppo agro-turistico e vedrebbe vanificata una politica di valorizzazione in tal senso in atto ormai da decenni, cancellando enormi investimenti di capitali, di buona volontà e di idee. Sarà difficile appassionare turisti, villeggianti e investitori alle sagre del container e del trenino.
- Infine, il tunnel e tutto il piano connesso sono per ora un progetto. Quindi, non è vero che tutto sia già deciso. Se lo vogliamo veramente, possiamo essere noi a decidere. Non è vero nemmeno che sia una bufala, che "tanto non se ne farà niente". Se non lo impediremo, faranno questo ed altro.
Nelle scorse settimane è piovuta dal cielo, del tutto inaspettata (almeno per le popolazioni locali) la bomba "tunnel", e ha giustamente suscitato allarmi, reazioni e dibattiti.
Il comitato NO TUNNEL prende atto delle dichiarazioni dell'assessore Borioli, in base alle quali il progetto parrebbe essere rientrato o congelato, ma vuole ribadire la necessità di non abbassare la guardia e di allargare anzi in maniera continuativa e capillare l'attenzione a tutte le iniziative che riguardano il nostro territorio.
Per saperne di più, discuterne, collaborare, contatta il COMITATO NO TUNNEL Tel. 0143-877255
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5-8-06
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